Buone nuove per la mobilità cittadina. Gobee.bike sbarca in Italia, più precisamente a Torino, scelta come città pilota.
Si tratta di un operatore bike sharing di nuova generazione, proveniente dal Sol Levante ma già attivo anche in Francia e Belgio. La caratteristica fondamentale è il “free floating”, ovvero la possibilità di ritirare le biciclette in giro per la città e di lasciarle ovunque (nel perimetro cittadino selezionato).

Le biciclette, verdi acceso, con canna curva, sono perfettamente comparabili con quelle della concorrenza, fornite di luci anteriori e posteriori, campanello, cestello e cavalletto. La sella appare morbida il giusto, anche se il giudizio finale andrebbe rimandato ad un drive test su un chilometraggio rilevante.

Si prospettano tempi duri per [TO]Bike, pioniere del settore: mai più stazioni piene, mai più bici terminate.

Come funziona?


Le biciclette sono dotate di un lucchetto automatico che viene sbloccato dall’app (iOS e Android) attraverso un QR Code. In maniera analoga si procederà poi al blocco del velocipede una volta arrivati a destinazione. La procedura è più semplice a farsi che a dirsi, anche se l’immediatezza di una carta elettronica è difficile da battere.

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Quanto costa?
Si richiede una cauzione di 15 euro (cifra destinata ad aumentare nelle due settimane successive al lancio, restituita al momento della disiscrizione) e successivamente una ricarica minima di 5 Euro. Ogni pedalata ha un costo di 50 centesimi di euro per mezz’ora di utilizzo.

Limiti?
Sulla carta sembra un servizio idilliaco. Solo il tempo ci darà risposta. Non è infatti possibile ad oggi un confronto serio con gli altri operatori cittadini essendo le bici troppo nuove, per non dire immacolate, e per ora presenti in numero limitato. Vi aggiorneremo senz’altro sulla gestione long life e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria che verrà eseguita, probabilmente fattore più importante per non trovarsi sellini basculanti e gomme sgonfie.
Un problema insuperabile, che ha già fatto vittime a Milano su servizi simili (sono finite su alberi e fontane), è poi dato dal senso civico della popolazione italiana, talvolta a dir poco lacunoso e non certo confrontabile con il rigore d’Oltralpe. Staremo a vedere. Basterà il GPS integrato a scoraggiare i ladri di biciclette nostrani?

La bicicletta? E che voi che ti dica, figlio mio. Io posso di’ solamente quello che vedo. O la trovi subito o non la trovi più. – La santona, Ladri di biciclette – 1948

 Foto e setting a cura di @bomba_isntmynm

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