Estate 1966, California, quell’anno il vento doveva essere davvero propizio sulla soleggiata East Coast, ora vi raccontiamo il perché.

Le origini: Vol. 1

1966 – La prima fabbrica Vans, al 704 East Broadway, Anheim, CA

Estate 1966, Costa Mesa, California del Sud: nasce la Van Doren Rubber Company. Nella mente dei fratelli Paul e  James Van Doren le scarpe dovevano essere indistruttibili come un carroarmato Sherman. Quali migliori sponsor se non giovani skater squattrinati ben felici di ottenere scarpe gratis (si sa, gli skater distruggono le scarpe). Il boom arrivò negli anni successivi, grazie all’iconico modello a scacchi bianco e nero indossate nel film “Fuori di Testa” da Sean Penn.

Le Vans Slip-On ai piedi di Sean Penn in "Fuori di Testa"

Investimenti sbagliati, cambi di proprietà e scelte poco azzeccate segneranno invece un buio ventennio a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 fino alla bancarotta. Qui il colpo di genio o la mossa azzardata, ritornare alle origini, tra gli skate, le tavole da surf e le BMX, con eventi capaci di raccogliere ed unire i più grandi nomi della scena musicale e sportiva. È il 1994, nasce il Vans Warped Tour, basta guardare i vari piedi intorno a noi per capire come quella mossa abbia pagato.

Le origini: Vol.2

1970 circa – il primo negozio North Face, 308 Columbus Ave, SF (Foto: Suki Hill)

Estate 1966, North Beach, più a nord, vicino a San Francisco: da Douglas Tompkins e Susie Tompkins-Buell nasce la North Face. Prendendo il nome dal versante più difficile ed impervio che si possa affrontare durante una ascesa in vetta, nel DNA dell’azienda: affidabilità e robustezza. Sfruttavano materiali innovativi di derivazione militare come cavi e nylon dei paracadute e alluminio dei velivoli (erano gli anni del Vietnam).
Erano talmente sicuri dei loro prodotti da offrire garanzia a vita – si può dire che con loro sia stata inaugurata l’era del back-packing.
Partiti da zaini ed altre attrezzature da arrampicata, in una nicchia di mercato senza padrone, negli anni successivi avrebbero rivoluzionato il mondo delle attrezzature da montagna, dalle tende basate sulla cupola geodetica (geoche?) ai sacchi a peli isolati sinteticamente, alle componenti in Gore-Tex.

1987 – L’innovativa tenda di North Face alla Everest Snowbird Expedition (Foto: Chris Noble)

Come Vans, ad inizio anni ’90, North Face era un gigante in crisi, operante su troppi settori con la qualità che iniziò a risentirne. La cessione del 1994 segnerà la rinascita del brand, ora The North Face Inc.
Una partnership ventennale con la Marina americana e un ritrovato entusiasmo porteranno l’azienda a proporsi con abbigliamento casual di stile – non più mera funzionalità – permettendole di diventare uno dei brand più riconoscibili al mondo.

Quindi riassumendo, California, due aziende entrambe affermate nei rispettivi settori, filosofie simili, cosa poteva nascere da una collaborazione tra le due?

Il connubio
VANS x North Face cerca di rispondere a questa domanda: i prodotti più iconici di ciascuna delle due aziende vengono riproposti con un “lifting” estetico capace di riassumere il meglio di entrambi i mondo (TBOBW?). I prodotti coinvolti sono le Old Skool e le Sk8-Hi per Vans, Base Camp Duffel e la giacca Torrey per North Face.

Al di là della genialata di marketing, nella quale io sono prontamente caduto, a distanza di 3 mesi posso dirvi che queste non sono le solite Vans.

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La scarpa
Il modello di base è la Old Skool, però sotto steroidi: la mano di North Face si vede e va ben oltre il semplice logo posto sul tacco.
Pioggia? Sono perfettamente impermeabili e sono le prime Vans che non ho paura di mettere anche con le temperature più basse, non approfondendomi nei dettagli da scheda tecnica, queste Vans tengono il piede al caldo e all’asciutto e tanto mi basta. E anche qui, grazie North Face.

La suola è leggermente rialzata seppure l’impronta sia quella del caratteristico Waffle di Vans, tirato a lucido per l’occasione. Ai lati un piacevole effetto scamosciato (finalmente resistente e durevole) contrasta con il nylon laminato di punta e tacco, lo stesso identico materiale che ritroviamo sul Base Camp Duffel Northfaceiano.

L’inconfondibile baffo nero della Old Skool riprende il tessuto tecnico della linguetta e gli stessi lacci sono in un convincente nylon intrecciato. Ultimo tocco dell’azienda “montanara” è  l’occhiello rinforzato riportante la scritta THE NORTH FACE.

Perché NO
Se proprio devo trovare un difetto è sicuramente il packaging. Al di là di un booklet di 2 e dico d u e pagine sulla collaborazione, la scatola da fuori sarà del tutto indistinguibile da quella di un normalissimo paio di  Old Skool – diciamo che con una spesa di 130€ di listino, l’attenzione poteva e doveva essere sicuramente maggiore.

Perché SÌ
Appena le ho viste non ho saputo resistere, non le ho trovate in Italia ma sono comunque riuscito ad accaparrarmele durante un viaggio a Liverpool. Attualmente se le volete a tutti i costi dovrete rivolgervi ai vari eBay, Subito o mercato dell’usato in quanto sono finite praticamente ovunque.

Le Old Skool erano disponibili anche in colorazione Bianco/Nero, ma diciamocelo, questa combo Giallo/Nero è una spanna sopra!

Concludendo
Volendo fare un discorso più generale direi che la collaborazione abbia giovato più a Vans, che ha superato così alcuni storici limiti, raggiungendo finalmente standard qualitativi inediti. North Face, dal suo, si è dimostrata capace di reinventarsi e raggiungere uno spicchio di clientela decisamente eterogeneo.

Marketing o no, se i risultati sono questi, ben vengano le collaborazioni!

Awesome! Totally awesome! All right, Hamilton!

Jeff Spicoli (Sean Penn) in Fuori di Testa, 1982

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