Possiamo dirlo subito, il Mi Robot Vacuum è uno dei migliori prodotti dell’intero ecosistema Xiaomi, lo amerete. Ora vi spieghiamo il perchè.

Ciao! Sono Tino

Pensiamo un attimo a Ritorno al Futuro. Quando uscì nell’ottobre 1985, quel film aveva così tanti spunti che forse nessuno avrebbe pensato che molte delle diavolerie del futuro sarebbero divenute realtà in così poco tempo.
Pensiamo a nostra nonna, o più facilmente, a nostra mamma: “Tra 30 anni un robottino bianco grande quanto la ruota di una 500 toglierà la polvere per voi, prendendosi anche la briga di infilarsi negli angoli più scomodi, sotto i letti ed i mobili, fermandosi per tornare a caricarsi se troppo stanco e poi riprendere da dove aveva interrotto”. “Sì – vi avrebbe risposto – e magari le macchine si guideranno anche da sole”. 

Ed eccoci ad oggi. I robot per la casa non sono l’ultimissima novità. Il primo Roomba risale addirittura al 2002 e iRobot è stata la prima azienda a diventare leader in questo settore, stabilendo lo standard qualitativo (forse?) e settando i prezzi del mercato. Ma sapete come è, poi sono arrivati i cinesi. Le aziende cinesi. Quelle che con prezzi davvero concorrenziali cercano di riscrivere le leggi del mercato. Però basta una ricerca su Amazon per capire che il prezzo concorrenziale non basta a spodestare i grandi giganti se non si abbinano prestazioni al top. Il concetto di un robot, che aspira da solo in una stanza, è di per sè facile, è l’applicazione che è difficile. Come si comporta in grandi spazi? Come si comporta con tappeti, sedie, fili ed altri ostacoli? Come conosce lo spazio intorno a lui per pulire in modo furbo senza ripassare sulla stessa zona inutilmente? Come interagiamo con il robottino? Come gli diciamo cosa fare e quando farlo? Capirete che di ostacoli disposti ad arte tra il fallimento ed il successo ce ne sono a bizzeffe. 

Eppure… se vi dicessimo che… Vabbè, ormai ci conoscete, lo avrete capito. Xiaomi ha colpito ancora. 

Il Mi Vacuum rappresenta il primo tentativo di Xiaomi in questa particolare nicchia di mercato e ha avuto chiaramente i suoi problemi di gioventù. Ad ora però, due anni e numerosi aggiornamenti software dopo (un robot che pulisce da solo volete che non sia collegato ad internet?), è davvero un prodotto completo ed efficiente sotto ogni aspetto.  Nonostante il prezzo sia aggressivo e concorrenziale rispetto alla concorrenza, convincere una donna di mezza età un po’ allergica alla tecnologia, figuriamoci se di origine cinese, a sborsare 250 cucuzze per un prodotto così fumoso ha richiesto non pochi tentativi di sfondamento. Eppure alla fine ha ceduto. (No, gliel’ho regalato io facendo prevalere la mia scimmia tecnologica sul portafoglio.)

Ecco con queste premesse, non riesco più a staccarla dal giocattolino. Si diverte a metterlo di fronte a nuove sfide e si compiace quando le supera. È arrivata anche a antropomorfizzarlo con un nome “Tino”, da robottino.

Si, lo ama. 

Il Mi Vacuum… a cuore aperto

Design

Il Mi Vacuum è davvero grande quanto la ruota di una 500, o grande quanto una pizza se preferite. È un simpatico cerchio bianco, in plastica spazzolata sui lati e lucida sulla parte superiore. Ha una “torretta di vedetta” che gli permette di esplorare il mondo circostante, una serie di sensori ad ultrasuoni sui lati per rallentare in prossimità degli ostacoli, due ruote fisse e una libera di ruotare, le spazzole, la bocchetta di aspirazione. Fine. 

Nella scatola, oltre alla manualistica, anche la sua base, il porto sicuro al quale tornerà a termine della pulizia, per ricaricarsi, aggiornarsi o in caso di problemi vari.

Come pulisce?

Il Mi Vacuum è in primis un robot per la pulizia e quindi il suo lavoro deve farlo bene. E lo fa bene. Ormai in questo campo si è arrivati ad un livello tale dove un qualunque prodotto di fascia medio-alta sia in grado di aspirare senza problemi gran parte dello sporco che incontra. La vera differenza è il come.

Il robot di Xiaomi non pulisce a casaccio, coprendo in maniera fortuita la stanza, ripassando più volte sugli stessi punti. Xiaomi sfrutta un algoritmo chiamato SLAM (Simultaneous Localization and Mapping) e, aggiungendo una componente di Intelligenza Artificiale che spesso piace scomodare in questi anni, cerca di elevarsi rispetto alla media. Rispetto a mappare semplicemente la zona cercando di coprirla quanto più possibile, l’algoritmo permette di elaborare il persorso più “conveniente”, tenendo conto di ostacoli e zone già pulite. Il robot inizia pulendo un quadrato virtuale di 4×4 metri di esplorazione, dopo si concentra sul perimetro della stanza, mappando i possibili ostacoli, in ultimo riempie le zone rimanenti “per difetto” senza ripassare due volte sulla stessa zona. Rispetto alla concorrenza, quando incontra un ostacolo imprevisto, non ci sbatte contro ed inverte il senso di marcia, bensì si avvicina fino a sfiorarlo ed inizia poi a girarci intorno, sempre lentamente, fino a superarlo e riprendere da dove aveva interrotto. Sulla base ha anche dei sensori di profondità che gli permettono di fermarsi in corrispondenza di gradini o piani rialzati. Più il robot viene utilizzato, più “conosce ed impara” dallo spazio intorno, calcolando solo i cambiamenti dall’ultima pulizia e evitando invece gli ostacoli già incontrati.

Per gli ostacoli lievemente rialzati, le ruote indipendenti gli permettono di superarli senza grossa difficoltà, mostrando anche una buona capacità di “elevazione” per gli sgabelli più ostici di alcune cucine. Viceversa, in caso di passaggi troppo bassi, la torretta ad ultrasuoni rileva l’ostacolo superiore mentre i sensori ad altezza suolo rilevano lo spazio: il robottino procederà quindi, come a tentoni, lungo il perimetro dell’ostacolo cercando una porta di entrata. È il caso di molti armadi in legno, in casa mia più volte si è infilato in angoli nascosti alla vista, uscendo poi dall’unica parte disponibile, spesso con nostra grande sorpresa.

Uno sguardo sotto la gonna

Diciamolo, i suoi più grandi nemici sono i tappeti, in particolare quelli con le frange. Si ingarbuglia, ci litiga, rinuncia e va avanti, trascinando con se qualche ferito sul campo. Non ha grossi problemi invece per i tappeti di un certo peso, anche se piccoli, ci passa sopra ed anzi, gran parte della polvere, la rimuove proprio da loro. Capitolo fili, anche qui servirà una buona parte di buon senso: è chiaro che se abbandoniamo il caricatore del cellulare sul pavimento ed inizia la pulizia, questo finirà preda delle spatole, con risultati che vi lasciamo immaginare. In linea di massima lo promuoviamo comunque anche sotto questo aspetto, è sufficientemente intelligente da rinunciare quando capisce che l’ostacolo, il calzino, il caricabatterie, il filo del modem di turno, non sono rifiuti da aspirare.

Di default, il robot Xiaomi è impostato su potenza “bilanciata”, più aggressiva rispetto alla “eco”, ma più conservativa rispetto alla potenza massima. Va da sé, all’aumentare della potenza aumenta anche la rumorosità, che rimane però sempre entro limiti accettabili.

Il Mi Vacuum è davvero efficace. Il pomeriggio in cui è arrivato mia madre aveva appena finito di pulire l’intera casa con il Folletto della Vorwerk. Non potete immaginare la sorpresa quando a metà pulizia il robottino ci avvisa che il serbatoio è pieno e va svuotato. Ed in realtà, inconsapevolmente, avevamo appena capito l’utilizzo ideale del Mi Vacuum. Non è un aspirapolvere per i casi disperati, dove olio di gomito e strofinaccio rimangono i migliori alleati. È un aspirapolvere che mantiene pulito facendo della programmazione il suo punto di forza: a seconda della superficie da coprire decideremo di programmare una pulizia ogni 2-3 giorni o una volta alla settimana.

Per lo “spot cleaning” (la pulizia localizzata in una zona da noi definita) rimandiamo alla parte successiva.

Cinese, questo sconosciuto

La app: monitoraggio e statistiche

Xiaomi ha un intero ecosistema per la domotica, e la app di riferimento è Mi Home (Android, iOS). Configurarlo, un po’ come per tutti i prodotti Xiaomi, è forse il passaggio più tedioso. Per avere la piena funzionalità e velocità di aggiornamenti suggeriamo di collegare la app Mi Home, con la quale si controlla il Mi Vacuum, ai server cinesi. Una volta completata la procedura tramite app, probabilmente ci sarà il primo aggiornamento.

IMG_3760
IMG_3761
IMG_3551

La app è chiara e ricca di impostazioni e sotto impostazioni. Passaggio fondamentale è mettere la lingua inglese. Il Mi Vacuum, rispetto ai robotici e criptici suoni e LED dei colleghi, ha una confortante voce umanoide che ci informa sullo stato della pulizia o ci traduce in parole eventuali errori. L’unico problema è che manca, per ora, la lingua italiana e l’inglese rimane la seconda miglior scelta.

Sempre dalla app potremo selezionare la potenza della pulizia, iniziarla o metterla in pausa, seguire passo passo il Mi Vacuum nella nostra abitazione (apprezzando quindi la finezza dell’algoritmo di pulizia) e configurare gli schemi di pulizia. Il tutto funziona anche in remoto.

Se siamo fuori casa ed arriva un ospite imprevisto, potremo iniziare la pulizia comodamente dalla app e trovare il pavimento bello pulito quando rientreremo.

Per chi ha voglia di “smanettare” un po’ di più, le possibilità diventano infinite se integrate ad altri prodotti di domotica di Xiaomi (es. iniziare in automatico la pulizia quando chiudiamo la porta di casa). C’è la possibilità di configurare orari di “non disturbo” nei quali il robottino non si attiverà, utile per esempio di notte. Potremo rinominare il Mi Vacuum per renderlo più nostro, potremo darne il controllo ad un’altra persona sempre in remoto e infine “giocare” guidandolo con dei joystick virtuali.

Dal menù principale è poi stata recentemente aggiunta la possibilità di disegnare sulla mappa della nostra abitazione un’area che vogliamo pulire (spot cleaning): il Mi Vacuum si recherà in quest’area e pulirà solo in questa zona. Un tempo questa funzione era decisamente più dozzinale, nascosta in una tripla pressione sul tasto di accensione con la zona limitata ad un quadrato di 3×3 metri.

Manutenzione e Batteria

Nel processo di pulizia, le spazzole, i sensori ed i filtri vanno inesorabilmente incontro ad usura. All’interno dell’app è possibile visualizzare lo stato di tutte le componenti ed una notifica ci avviserà di quando sarà necessario fare manutenzione. Noi in media eseguiamo una manutenzione più approfondita circa una volta al mese limitandoci a svuotare il vano rifiuti alla fine di ogni sessione. Con manutenzione completa intendiamo smontare completamente le componenti rimovibili, pulire tutti i sensori e “soffiare” il filtro con aria compressa. In alternativa, anche sbatterlo delicatamente su una superficie dura sarà per lo più sufficiente. Componenti come filtri e spazzole vanno sostituiti ogni 12-16 mesi ed, ahimè, ad oggi bisogna ancora aspettare un mesetto per farli arrivare dalla Cina, il prezzo è tra i 30 ed i 40€. La batteria non è mai stata una preoccupazione: in regime “bilanciato” è in grado di pulire un appartamento di 200 metri quadrati, ritornando autonomamente a caricarsi e riprendere da dove interrotto per sessioni più lunghe ed intense. Il tempo di ricarica fino al 100% è di circa un’ora.

Torna a casa Tino!

Al momento la scelta della plastica bianca si rivela azzeccata: righe e graffi dall’uso sono ben nascosti e dopo 3 mesi di utilizzo non mostra segni di usura rilevanti.

Riassumendo

Xiaomi ci ha fornito uno dei migliori, se non il migliore parlando di qualità/prezzo, robot aspirapolvere sul mercato, è perfettamente confrontabile con alternative più costose e blasonate, offrendo talvolta alcune funzionalità aggiuntive.
Lo potete acquistare direttamente al Mi Store intorno ai 350€, con garanzia e presa italiana. Se invece volete risparmiare qualcosina, lo potete cercare su canali paralleli di importazione, con i problemi soliti, spesso in offerta intorno ai 250-270€.

A prescindere da quanto dubbiosi siate, concedetegli e concedetevi una occasione, avrete la casa più pulita e la mamma/ragazza/moglie più contenta.

Più che delle pulizie di casa, io mi occupo della gestione logistica della polvere. @rogbere

mm

About bomba_isntmynm

B+. Be Different. affamato di vita sensazioni ed altre deviazioni